Torre Astura - Nettuno

Si raggiunge percorrendo la strada provinciale Acciarella, che da Nettuno porta a Latina. Passato il grande bosco del Foglino, si prosegue per circa 5 km; al primo incrocio occorre girare a destra per Foceverde e, dopo tre km, si arriva a un grande parcheggio. Da qui parte una passeggiata che porta a Torre Astura. Scopri di più..

Grotte di Nerone - Anzio

I resti della villa di Nerone ad Anzio, di cui si è sempre ipotizzata lappartenenza allimperatore Nerone, sono ancora oggi visibili tra il promontorio dell'Arco Muto e la zona del Faro (Capo d'Anzio). L'intero complesso si disponeva su terrazzamenti prospicienti il mare su cui furono costruiti numerosi padiglioni nel corso delle varie fasi. La villa fu infatti impiantata in età tardo-repubblicana e ampliata in età augustea e poi neroniana.. Scopri di più..

Tor Caldara - Anzio

E’ situata sulla costa tirrenica tra gli abitati del Lido di Lavinio e la via Ardeatina, al Km. 34,400 della via litoranea Anzio-Ostia. Si estende su una superficie di 44 ettari circa, di macchia mediterranea. Il nome prende origine dalla torre di avvistamento che predomina sul promontorio, detta La Torre delle Caldane, ... Scopri di più...

Anzio

Anzio è una delle mete turistiche balneari più conosciute e più frequentate del Lazio. Si trova a circa 60 km a sud di Roma fu la principale città di dei Volsci finché nel corso dei secoli non finì sotto il dominio di Roma. Il suo passato ricco di avvenimenti ha accresciuto il suo patrimonio storico e culturale

Cosa Vedere e Cosa Visitare ad Anzio    Scopri di più...

Borgo Medievale

Il borgo di Nettuno è la parte più vecchia della città tirrenica. Si trova sul lungomare Matteotti, a ridosso del mare.
Il borgo anche se definito medioevale ha origini molto più antiche. Era il porto e la parte più antica della città volsca Antium, formata dalle odierne Anzio e Nettuno ed era chiamato Cenone[senza fonte]. È quindi l'area più antica dell'intera Antium. Il borgo di Nettuno è la parte più vecchia della città tirrenica. Si trova sul lungomare Matteotti, a ridosso del mare.
Il borgo anche se definito medioevale ha origini molto più antiche. scopri di piu

Spettacolari Giardini di NINFA

Giardino di Ninfa

Ai piedi dei monti Lepini, in provincia di Latina, c'è un luogo di rara e (decadente) bellezza, i Giardini di Ninfa. Una meravigliosa oasi nata sulle rovine di una antica città.

È un luogo congelato nel tempo, dove forte è il ricordo della piccola città medievale, se ne trova traccia nei ruderi della chiesa e in quel che resta del castello. L'Oasi di Ninfa è il luogo perfetto per i prossimi weekend di primavera. Insieme al Castello di Sermoneta e il Parco Naturale Pantanello, i Giardini di Ninfa sono di proprietà della Fondazione Caetani. 

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GIARDINI DI NINFA

I Giardini di Ninfa si trovano a Cisterna di Latina, al confine tra Norma e Sermoneta, e sono un esempio meraviglioso di architettura medievale e romanticismo; il luogo perfetto per fare un tuffo nel passato, in un mondo fatato che ispirò grandi scrittori come Virgina Woolf, Truman Capote, Ungaretti e Moravia.

Il giardino si estende su una superficie di circa 8 ettari e deve il suo nome al tempietto di epoca romana dedicato alle Ninfe Naiadi, (il suo simbolo se così possiamo affermare) che si trova al centro di un isolotto. Il giardino nel 2000 è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio per tutelare l'oasi, l’habitat intorno al fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti. 

Ripercorriamo la storia, molto turbolenta, della città di Ninfa intorno alla quale sorge questo luogo da fiaba. La piccola cittadina agricola nacque sotto l'impero romano ma acquistò importanza politica e religiosa più tardi, quando la palude invase la via Appia e la Pedemontana divenne l'unica strada sicura per raggiungere il Sud dell'Italia; per questo mtivo era obbligatorio transitare per Ninfa. Ninfa ebbe numerosi proprietari nel corso degli anni, tutti appartenenti alla nobiltà romana. Nel 1294 Benedetto Caetani divenne pontefice con il nome di Papa Bonifacio VIII e nel 1298 aiutò Pietro II Caetani ad acquistare Ninfa ed altre città limitrofe, segnando l’inizio della presenza dei Caetani nel territorio pontino per circa sette secoli. 

Nel '300 Ninfa fu saccheggiata e distrutta per mano di Onorato Caetani, sostenitore dell’antipapa Clemente VII, avverso al ramo dei Caetani che possedevano Ninfa. La città, rasa al suolo, fu abbandonata e mai più ricostruita anche a causa della malaria che imperversava nella zona. La costruzione del bellissimo giardino fu voluta da Gelasio Caetani nei primi anni '20. L'ultima erede e appassionata proprietaria del giardino incantato fu Lelia Caetani che abbinò piante e colori come si fa in un quadro e non ostacolò la naturale crescita delle piante. Rimasta senza eredi, costituì la fondazione Roffredo Caetani per garantire la cura del giardino e valorizzare il territorio lepino di cui fa parte.

APERTURE 2019  

Il giardino, non troppo distante da Roma, è visitabile e aperto al pubblico solo in determinate occasioni, generalmente da aprile a ottobre ogni primo sabato e domenica del mese. I gruppi organizzati invece possono visitare il giardino tutto l’anno prenotando una visita guidata. Il giardino è aperto alle scuole con visite guidate ad aprile e maggio. 

Si possono visitare i giardini se piove? L’amministrazione garantisce le visite anche in caso di pioggia. Il consiglio è di avere un abbigliamento adeguato visto che la visita avviene su sentieri all'aperto.  

Qui sotto trovate tutte le date di apertura per il 2019:

 

  • APRILE: 6 - 7 - 14 - 21 - 22 - 25 - 28
  • MAGGIO: 1 - 4 - 5 - 12 - 19 - 26
  • GIUGNO: 1 - 2 -16
  • LUGLIO: 6 - 7 - 21
  • AGOSTO: 3 - 4 - 15
  • SETTEMBRE: 7 - 8
  • OTTOBRE: 5 - 6
  • NOVEMBRE: 3

Porto Storico

Come tramanda lo storico latino Svetonio, l'imperatore Nerone, nativo di Antium (Anzio) che nell'antichità comprendeva gli attuali centri di Anzio e Nettuno, dedusse nella città una colonia di veterani e vi fece costruire un porto, spendendo enormi somme. Il bacino principale del porto neroniano era costituito da due moli convergenti, ciascuno ancorato ad un promontorio naturale:  quello sul quale sorge il Faro, verso ovest e quello dove si incontra il belvedere di Villa Albani, verso est. Il molo orientale si estendeva con andamento perpendicolare alla riva, mentre il molo occidentale formava una curva accentuata e culminava sopravanzando la testata del molo orientale, a proteggere la bocca del porto che si trovava ad est. Le rovine dei moli sono conservate in mare ad una profondità variabile fra gli 1e gli 8 m.; all'estremità verso terra della banchina ovest è tuttora visibile una platea in calcestruzzo sulla quale si trovano le cosiddette "grotte", i resti di una serie di ambienti comunicanti fra loro, costruiti a ridosso delle pareti del promontorio. Della banchina orientale rimangono due grossi blocchi, uno è sormontato dal molo moderno, l'altro, staccatosi, si trova in mare, di poco emergente dal pelo dell'acqua. Grazie a recenti indagini si è appurata l'effettiva planimetria dell'antico porto di Anzio, che ha rivelato un impianto assai complesso, che oltre ai due moli, ne prevedeva un terzo, sempre di età Neroniana al quale si ancorò nel XVIII secolo il cosiddetto Moletto Panfili, attualmente sepolto dalle banchine della "Riviera di Levante". Sondaggi effettuati al centro del bacino occidentale hanno, inoltre, rivelato la presenza di un molo intermedio, con la funzione di sbarramento a bloccare le onde che il vento di scirocco poteva spingere fin dentro il bacino.